Serenità Interiore

          Quando perdete il contatto con la quiete interiore, perdete il contatto con voi stessi.     Quando perdete il contatto con voi stessi, vi perdete nel mondo.     

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Zen del padre di famiglia
Hamer, un'occasione perduta?
Rivisitando Hamer
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 FONDAMENTA

Zen del padre di famiglia - Introduzione

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L'Intelligenza Superiore

L'Essere e il Ruolo

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Il Subconscio, il bove

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Il SuperIo e l'amato bestione

Confronto di "personaggi"

Essere, fine, mezzi, volontà, azione

 

  Quel pizzico di Buon Senso.....

  Un percorso di guarigione

Vuoi guarire?
E' chiaramente una domanda retorica.
A meno di non essere assolutamente in buona salute, ed essere ben certi e consapevoli di esserlo, chi è che non vuole guarire?
E tante persone, libri, filosofie, istituzioni ti danno la via sicura per guarire.
Perché aggiungerne un'altra?
La ragione è piuttosto semplice: ho in corso una esperienza personale, che trovi descritta da un'altra parte di questo sito, e non sono soddisfatto delle vie che finora mi sono state indicate.
Intendiamoci, molte vie indicano delle cose estremamente sensate, altre delle cose nuove, rivoluzionarie, a volte verificabili, altre volte meno.
Alcune abbondano di teoria, di dissertazioni sui massimi sistemi, altre ti indicano come fare una semplice ricetta erboristica.
Avendone valutate ed esperite parecchie piuttosto a fondo ho trovato che in molte c'è molto da prendere, altre sono assolutamente da tralasciare o perché sono delle gran perdite di tempo, o perché decisamente infondate. Trascuro quelle decisamene truffaldine che certamente abbondano ma da cui ci si può facilmente difendere con un po' di accortezza e buon senso.
Quello di cui parlo nelle pagine seguenti è un percorso, se tale si può chiamare, che è quello in cui sono incamminato e che ha due caratteristiche apparentemente in contrasto fra di loro.
E' un percorso che va intrapreso con la piena consapevolezza dei limiti del percorso stesso, dei limiti delle nostre proprie forze, dei limiti di chi lo propone, ma allo stesso tempo è un percorso che richiede fiducia.
Fiducia in se stessi, fiducia nella raggiungibilità dell'obiettivo, la guarigione, quale che sia la malattia da cui siamo afflitti.
Questa quadratura del cerchio si può ottenere.
Come?
Facendo precedere le certezze da un più che ragionevole dubbio. Non accettando niente per fede incondizionata ma facendo nascere questa, la fede o meglio ancora la fiducia, dall'esperienza che mano a mano facciamo personalmente, dalla solidità dei ragionamenti che ci portano a fare determinate scelte.
Se riusciamo ad attivare un meccanismo di scelta, esperienza, controllo dei risultati e di nuovo daccapo, scelta, esperienza, controllo dei risultati, sicuramente entreremo in un circuito autorinforzantisi che ci porterà verso la guarigione.
Uno studio autorevole ha trovato che i sopravvissuti all'esperienza "cancro", e per sopravvissuti intendiamo persone che erano state date per spacciate e che si ritrovano vive ed in buona salute dopo dieci anni dalla diagnosi infausta, erano accomunati da un unico fattore: la assoluta fiducia nella strada che avevano scelto di percorrere.
Le strade erano state le più diverse, dalla medicina tradizionale, con la sua chirurgia, la chemioterapia, radioterapia e via discorrendo, alle medicine alternative, alla meditazione, medicina olistica, nuova medicina, o semplicemente la preghiera.
L'elemento comune era l'assoluta fiducia nella strada intrapresa e, ovviamente, la certezza che si sarebbe arrivati alla guarigione.

La via di cui parlo è la via che sto percorrendo ed a cui accenno in altre pagine dello stesso sito.
Qui vorrei farne una sintesi rapida, per non annoiare chi legge e per tenere il percorso sempre aggiornato con gli ultimi accorgimenti, con le ultime correzioni.

Non è la via della medicina ufficiale, per scelta e per necessità.
La medicina ufficiale non mi dava molte chances.
Un cancro inoperabile con metastasi ossee non lascia molte speranze. Le cure tendono semplicemente a rallentare il procedere del male.
Ed invece ho recuperato i sedici chili perduti, una discreta forma fisica, un notevole entusiasmo.
Mi ritengo guarito?
Sinceramente si.
Certo potrebbe essere una momentanea remissione, le lisi ossee, in quanto tali diagnosticate come metastasi e che portarono ad una importante frattura si sono colmate, ma l'osso in formazione è ancora chiamato metastasi dagli addetti ai lavori.
Ma intanto mi godo lo stato attuale e sento il bisogno di comunicare la mia esperienza, ma soprattutto di portare la mia testimonianza allo scopritore del percorso che ho sinora seguito, seppure con variazioni ed aggiunte provenienti da altre fonti.

Ricorda, lettore che ti trovassi ammalato, la fiducia nella strada che intraprendi è fondamentale per l'esito e, allo stato attuale delle cose, qualunque via "alternativa" alla medicina ufficiale difficilmente trova sostegno ma dubbi ed ostacoli.
Io ho avuto modo, da non medico, di studiare l'argomento quando ancora ero in buona salute, spinto dalle tremende esperienze di persone a me vicine.
E questo studio posso, con serenità d'animo, consigliartelo.
Non mi sento di consigliarti in nessun modo, come non l'ho fatto con parenti e conoscenti, di intraprendere il mio percorso quando ti trovassi già in presenza della malattia, se non, forse, come ultima possibilità, quando tutte le altre porte fossero già chiuse, augurandoti ovviamente che ciò non succeda mai.
E sarebbe ovviamente il consiglio di un altro ammalato (spero ex ammalato), senza altra autorità che la propria esperienza.

Ma passiamo alla esposizione della traccia del percorso.
Parlo di traccia perché non ho voluto aspettare di scrivere tutto in bella scrittura, completa e compiuta, perché è, come ti ho detto, un percorso in divenire, aggiornato e corretto in continuazione dai feedback dell'esperienza.
In altre parti del sito troverai qualche altra informazione e dei riferimenti.
Qui sono estremamente scarno, telegrafico, almeno per ora.
Con l'augurio di esserti utile.
(la traccia del mio percorso)
(i perché di un racconto - la mia esperienza)
Nota: periodicamente aggiornerò la data di questo scritto, per precisare che il percorso positivo è ancora in essere, per dire quanto tempo è trascorso dalla diagnosi e sopratutto per fare dispetto ai gufi.
Aggiornamento del 14/07/2010, 456 giorni circa dalla diagnosi 11/03/2009
L'ultimo aggiornamento consiste nella pagina (Percorsi di guarigione)


(i perché di un racconto)



 

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